Nel caso che tra il licenziamento illegittimo e la reintegrazione disposta dal giudice

siano trascorsi vari anni, il risarcimento spettante al lavoratore non può essere commisurato alla retribuzione dovuta per l’intero periodo, se risulta che non si sia attivato per reperire un’altra occupazione – Perché il suo comportamento negligente può aver concorso a produrre il danno (Cassazione Sezione Lavoro n. 3905 del 16 marzo 2002, Pres. Sciarelli, Rel. Di Lella)

 

 

I dipendenti di una cooperativa che svolge in appalto servizi assistenziali presso un ente pubblico hanno diritto allo stesso trattamento economico spettante agli impiegati dell’appaltante – In base all’art. 3 della legge 23 ottobre 1960 n. 1369 (Cassazione Sezione Lavoro n. 3172 del 5 marzo 2002, Pres. Spanò, Rel. De Renzis)

 

 

Il lavoratore che abbia rilasciato, per le spettanze di fine rapporto, una dichiarazione liberatoria, con generica rinuncia ad ogni ulteriore pretesa o azione, può chiedere al giudice la dichiarazione di illegittimità del licenziamento – La rinuncia non ha effetti, se non è consapevole e specifica (Cassazione Sezione Lavoro n. 3077 del 4 marzo 2002, Pres. Sciarelli, Rel. De Matteis)

 

 

Non basta un mero calcolo aritmetico del numero dei dipendenti per stabilire se sia applicabile la tutela reale contro i licenziamenti – Si deve tener conto dei dati strutturali e organizzativi dell’azienda (Cassazione Sezione Lavoro n. 6421 dell’8 maggio 2001, Pres. Ianniruberto, Rel. Vidiri)

 

 

Anche nel caso di revoca del licenziamento illegittimo e di continuazione del rapporto di lavoro, senza interruzione, il lavoratore può ottenere il risarcimento dei danni che dimostri di aver subito – Per l’eventuale lesione della salute, per i costi dell’assistenza legale e per altri pregiudizi – Non gli spettano però le cinque mensilità previste dall’art. 18 St. Lav. (Cassazione Sezione Lavoro n. 6331 del 5 maggio 2001 Pres. Trezza, Rel. Lupi)

 

 

Responsabilità del datore di lavoro per l’infortunio causato dalla violazione delle norme che tutelano l’integrità fisica dei lavoratori – Anche in caso di concorso di colpa del dipendente (Cassazione Sezione Lavoro n. 6235 del 3 maggio 2001, Pres. Trezza, Rel. Servello)

 

 

Il licenziamento non può essere giustificato con la necessità di risparmiare sostituendo un lavoratore anziano con uno giovane e meno costoso – Deve verificarsi un’effettiva soppressione del posto (Cassazione Sezione Lavoro n. 3899 del 17 marzo 2001, Pres. Trezza, Rel. Dell’Anno)

 

 

La soppressione di un reparto può essere insufficiente a giustificare il licenziamento degli addetti – In caso di riduzione del personale (Cassazione Sezione Lavoro n. 2188 del 15 febbraio 2001, Pres. Amirante, Rel. De Matteis)

 

 

L’uso del telefono di ufficio da parte di un pubblico dipendente può configurare peculato per appropriazione di impulsi elettrici – Quando non sia giustificato da impellenti esigenze di comunicazioni private (Cassazione Sezione Sesta Penale n. 128 del 6 del 6 febbraio 2001, Pres. Sansone, Rel. Ambrosini)

 

 

Gli interessi legali dovuti per i crediti di lavoro devono essere calcolati sul capitale via via rivalutato – Il meccanismo ha anche una funzione compulsiva, ossia di pena privata (Cassazione Sezioni Unite Civili n. 38 del 29 gennaio 2001, Pres. Vela, Rel. Roselli)

 

 

Licenziamento per aggressione di un collega all’uscita dello stabilimento – Può essere ritenuto legittimo anche se l’infrazione non è prevista dal codice disciplinare (Cassazione Sezione Lavoro n. 660 del 18 gennaio 2001, Pres. Ianniruberto, Rel. Maiorano)

 

 

Lo “stress da non lavoro” per demansionamento può causare una sindrome depressiva –L’origine della malattia va accertata mediante consulenza tecnica (Cassazione Sezione Lavoro n. 1205 del 29 gennaio 2001, Pres. Trezza, Rel. Maiorano)

 

 

Lo svolgimento per alcuni anni di mansioni inferiori a quelle previste dalla qualifica non comporta accettazione della dequalificazione – Non è configurabile una valida rinuncia (Cassazione Sezione Lavoro n. 420 del 13 gennaio 2001, Pres. De Musis, Rel. Cuoco)

 

 

La retribuzione mensile è un parametro per stabilire l’importo del risarcimento del danno da demansionamento verificatosi in un determinato periodo - L’applicazione non è automatica, in quanto può tener conto dei diversi livelli di dequalificazione (Cassazione Sezione Lavoro n. 835 del 20 gennaio 2001, Pres. Prestipino, Rel. Spanò)

 

 

Menomazioni, deturpazioni, impotenze sessuali, malattie nervose e mentali, insonnia e ogni altro genere di lesioni (anche se non invalidanti) dell’integrità corporale e psichica della persona, costituiscono danno biologico - Rientrano in questa definizione anche i postumi micro-permanenti da infortunio sul lavoro - (Cassazione Sezione Lavoro n. 456 del 15 gennaio 2001, Pres. Trezza, Rel. Stile)

 

 

Il medico che si fa male inciampando in una catenella all’interno dell’ospedale ha diritto al trattamento Inail per infortunio - Interpretazione giurisprudenziale estensiva del concetto di “occasione di lavoro” previsto dalla legge - La casistica (Cassazione Sezione Lavoro n. 253 del 10 gennaio 2001, Pres. Mileo, Rel. Lamorgese)

 

 

Il ritardo nella contestazione degli addebiti disciplinari non è giustificato da disfunzioni dell’organizzazione aziendale – Ne consegue l’illegittimità della sanzione (Cassazione Sezione Lavoro n. 150 dell’8 gennaio 2001, Pres. Trezza, Rel. Balletti)

 

 

Il datore di lavoro non può evitare la condanna al risarcimento del danno per licenziamento illegittimo offrendo la riassunzione – Nella determinazione dell’indennizzo si deve tener conto del suo comportamento (Cassazione Sezione Lavoro n. 107 del 5 gennaio 2001, Pres. Ianniruberto, Rel. Celentano)

 

 

Il diritto alle ferie non matura nei periodi in cui manca l’attività lavorativa – Si applica il principio di proporzionalità fra la durata del lavoro e quella del riposo (Cassazione Sezione Lavoro n. 96 del 5 gennaio 2001, Pres. Sciarelli, Rel. De Matteis)

 

 

Il generico riferimento a una crisi di mercato e allo squilibrio fra costi e ricavi non è sufficiente all’adempimento degli obblighi di informazione previsti dalla legge in materia di riduzione del personale – Il vizio procedurale può essere denunciato in sede giudiziaria dal singolo lavoratore licenziato, anche se fra l’azienda e i sindacati sia intervenuto un accordo (Cassazione Sezione Lavoro n. 14760 del 15 novembre 2000, Pres. De Musis, Rel. Foglia)